“Poggiofranco non è la Svizzera di Bari”, raccontano. “L’immaginarsi senza problemi o situazioni critiche può trasformarsi in uno svantaggio, perché si finisce con il restare ancorati allo stato delle cose, senza il desiderio di migliorare la realtà”. E invece loro hanno compreso che le cose posso sempre essere cambiate in meglio e per farlo hanno deciso di costituire, a dicembre 2018, un Comitato “Poggiofranco attiva” e poco dopo di aderire all’assemblea locale di Cittadinanzattiva, di cui Stefania Palmisano è la coordinatrice.. Sotto la lente, soprattutto, la sicurezza stradale, specie quella legata ai luoghi di maggiore aggregazione.

Il primo risultato raggiunto è stata la messa in sicurezza di un tratto di via Gandhi, dove si erano registrati due incidenti mortali a danno di pedoni. Grazie al progetto presentato dai cittadini, la strada è stata dotata di varchi per impedire l’inversione di marcia e dotata di un nuovo sistema di parcheggi a spina di pesce. Gli interventi riguardano anche viale Madre Teresa di Calcutta, proseguimento di viale Gandhi a Poggiofranco, spesso anch'essa percorsa a tutta velocità da auto e moto. In particolare verranno installati nuovi semafori, che non solo saranno 'a chiamata', ma sarà anche dotati di un sistema per l'attivazione automatica di rosso in caso di segnalazione di veicoli con velocità superiore alla norma.

“Come comitato ci confronteremo con la pubblica amministrazione sulle varie problematiche esistenti nel quartiere, per favorire l’immagine di un cittadino attento e attivo e che si prende cura del proprio territorio”, raccontano le attiviste a BariToday. “Una delle finalità è, infatti, rendere il rione più fruibile attraverso proposte ed interventi sulla viabilità, la manutenzione, l’ambiente e l’educazione alla cittadinanza attiva. L’altro obiettivo è il miglioramento degli spazi aperti della nostra città che, anche quando ci sono, versano in condizioni tali da essere percepiti quasi come assenti. Siamo aperte alla collaborazione con i singoli cittadini, perché generare fiducia nella possibilità di poter cambiare il proprio territorio in meglio, incrementando il senso civico cittadino e l’interesse ad una maggiore sensibilizzazione verso il bene comune, ci sembra, davvero, l’unica via da perseguire per un benessere collettivo e come esempio per i nostri figli”.

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